Machine habitus. Sociologia degli algoritmi

26/05/2024 | Lettura della settimana

Ogni giorno miliardi di sistemi automatizzati contribuiscono alla costruzione della società, tracciando distinzioni algoritmiche tra il visibile e l’invisibile, il rilevante e l’irrilevante, il probabile e l’improbabile; le nostre scelte e abitudini generano trame di dati con cui gli algoritmi tessono vite digitali, come abiti su misura.

Perché una sociologia degli algoritmi
Il mondo sociale è tenuto insieme da algoritmi di vario tipo. Transazioni finanziarie, pubblicità, circolazione di musica e notizie, organizzazione del lavoro, selezione del personale, relazioni con i clienti, attività di polizia, ricerca di possibili partner: ciascuna di queste attività è in larga misura delegata ad agenti non umani inseriti in infrastrutture digitali. Da qualche anno ne siamo tutti consapevoli, grazie a ricerche accademiche e libri divulgativi, reportage giornalistici e documentari. Attraverso le notizie dei giornali e le allegorie distopiche delle serie televisive, siamo arrivati a riconoscere come tutto ormai sia “algoritmico” e come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando ogni aspetto della vita umana. Al netto delle narrazioni semplicistiche dei media, questa rivoluzione sta effettivamente accadendo. Eppure, algoritmi e tecnologie di intelligenza artificiale compaiono raramente nelle ricerche di sociologi e scienziati sociali, i quali si limitano sovente a considerarli come parte dello sfondo materiale presumibilmente inanimato della vita sociale.

Il Machine Habitus
Quando i ricercatori studiano la vita quotidiana, i consumi, le interazioni sociali, i media, le organizzazioni, il gusto culturale o le rappresentazioni sociali, spesso osservano inconsapevolmente le conseguenze degli opachi processi algoritmici che governano piattaforme e dispositivi digitali. In questo libro, l’autore sostiene che sia giunto il momento di considerare sia individui che le macchine “intelligenti” come agenti attivi nella realizzazione dell’ordine sociale, proponendo una serie di strumenti concettuali e interpretativi per farlo. Perché mentre crediamo di modificare il mondo e l’ambiente attraverso le nuove tecnologie, siamo noi stessi ad essere trasformati da queste. Tutto questo è il ”machine habitus” che riproduce disuguaglianze, plasma comportamenti e opinioni collettive, spesso in modo opaco e con conseguenze imprevedibili.

Editore: Luiss University Press, Roma

Autore: Massimo Airoldi

ISBN: 1255960310

Pagine: 178

Anno di pubblicazione: 2024

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