IMPEGNO PUBBLICO E ATTIVITA’ ISTITUZIONALE – Aggiornato a dicembre 2014

AFFOLLAMENTO DELLE CARCERI E LA MANCANZA DI STRUTTURE INTERMEDIE

Il 30% dei detenuti in Italia è in esubero, cioè è in una prigione che non potrebbe sostenere il suo soggiorno sia a livello strutturale che . Il 37 % dei detenuti sono stranieri.
Nessun indulto, niente amnistia. Per dare dignità a chi deve scontare una pena in carcere occorrono nuovi istituti penitenziari e duemila agenti in più[1]. Questo lo diceva il ministro Alfano a inizio 2010 a proposito del nuovo piano carceri. Quattro pilastri che prevedono:
1.       ampliamento delle strutture già esistenti,
2.       costruzione ex novo di istituti carcerari, .
3.       arresti domiciliari per i detenuti con pene inferiori ad un anno e la cosiddetta “messa alla prova”[2]
4.       l’aumento degli organici della Polizia Penitenziaria di 2 mila unità (quindi il 5% rispetto ai 40.000 che già lavorano)
Purtroppo dobbiamo informare il ministro del fatto che attualmente esitono 40 istituti penitenziari inutilizzati[3]. Forse se n’è dimenticato. E di questi che si fa?
All’inizio del 2010 i detenuti erano 65.067 di questi il 63% hanno cittadinanza italiana. In particolare in Emilia Romagna 4.483 il cui 53% sono stranieri e il 47% sono di cittadinanza italiana[4]. La prima cosa che viene in mente è che immigrazione = criminalità, ma non è così. Il dato sugli immigrati non è corretto a causa: della maggiore detenzione preventiva e al minore ricorso alle pene alternative[5]. Inoltre, aggiungerei, è più facile delinquere per una persona che ha una debole rete familiare e sociale.
L’articolo 27 della carta costituzionale recita: ‘Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato’. Peccato che oggi questo articolo, In Italia, non trova applicazione, basta guardarsi una delle ultime puntate di Presa diretta[6]. I detenuti sono ammassati in celle anguste, condannati all’inattività’ per la totale mancanza di progetti di riabilitazione e rieducazione.
La soluzione per il sovraffollamento non è il condono per i piccoli reati perché si tratta di una soluzione temporanea perché chi ha commesso un reato ritorna a ricompiere il fatto dopo qualche anno se non ha seguito un percorso di reintegrazione nella società. Non è la soluzione neanche la costruzione di nuove carceri. Semmai bisognerebbe costruire delle strutture intermedie o consolidare le reti già esistenti di reintegrazione dei detenuti nella società. (percorsi socio-educativi). Bisognerebbe potenziare e incentivare l’intervento della società civile e quindi collaborare con terzo settore e cooperative che potrebbero dare una mano a lungo questa strada.  Purtroppo per fare questo servono dei piani reali. La sofferenza non è solo dei detenuti ma anche del personale delle strutture che si trova ad affrontare ogni giorno questa situazione di degrado e di impotenza nei confronti di esseri umani trattati come merce stipata in un magazzino.



SITUAZIONE E LEGISLAZIONE EMILIA ROMAGNA
·         LEGGE REGIONALE 19 febbraio 2008, n. 3 – DISPOSIZIONI PER LA TUTELA DELLE PERSONE RISTRETTE NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA [7] I punti sul reinserimento nella società:
o        In particolare l’Art 1 comma 2b dice che “favorire il recupero ed il reinserimento nella società delle persone assoggettate alle misure limitative e privative della libertà personale.”
o        L’Art 2b “La regione […] promuove interventi e progetti nell'ambito della pianificazione sociale integrata, in particolare attraverso i Piani di zona”.
o        L’Art. 4 comma 3: Annualmente la Giunta regionale presenta alla Commissione assembleare competente una relazione contenente lo stato delle iniziative specificamente rivolte alla popolazione carceraria della regione. In tale relazione, inoltre, la Giunta informa sullo stato delle infrastrutture carcerarie, fornisce dati sugli indici di affollamento, sulla provenienza dei detenuti, sulle diverse tipologie di reato, sullo stato di salute dei detenuti, con particolare riferimento alla casistica delle patologie più gravi, sul livello di alfabetizzazione, sulle problematiche del lavoro e le emergenze di carattere sociale rilevate.
Carceri, Errani scrive al ministro Alfano[8]
Bologna – In riferimento alle comunicazioni del ministro Alfano sulle nuove infrastrutture da realizzare in alcune carceri dell’Emilia-Romagna, il presidente della Regione Vasco Errani ha scritto in giornata al ministro per chiedere un incontro.  
“Per localizzare le aree destinate alla realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie all’interno degli istituti penitenziari di Bologna, Parma, Reggio Emilia e Ferrara occorre siglare una intesa istituzionale tra Ministero e Regione – ha spiegato il presidente Errani – Ai primi contatti avvenuti a luglio 2010, è seguita solo nei giorni scorsi una bozza di intesa. Per arrivare alla firma dell’accordo ritengo  quindi necessario un incontro formale fra Ministero e Regione, per approfondire nel merito i contenuti, le procedure e i termini della reciproca collaborazione”.
Carceri: gli agenti denunciano rischi igienico-sanitari. Marzocchi: "Lavoriamo nella stessa direzione"[9]
Bologna – “Siamo molto consapevoli dei problemi di cui parlano i sindacati degli agenti penitenziari, che siamo disponibili a incontrare, sia per quanto riguarda le condizioni del personale che quelle dei detenuti”. Così l’assessore regionale alle Politiche sociali, Maria Teresa Marzocchi, ha commentato la lettera dei sindacati delle guardie carcerarie, inviata oggi all’Amministrazione penitenziaria e alla Regione Emilia-Romagna, in cui si denunciano gli effetti igienico-sanitari conseguenti al grave sovraffollamento.
“Da tempo – ha aggiunto l’assessore Marzocchi – stiamo lavorando nella stessa direzione per risolvere i gravissimi problemi giustamente denunciati: il presidente della Regione Vasco Errani si è anche attivato personalmente per farlo e abbiamo incontrato ultimamente il ministro Alfano, a Piacenza, cui abbiamo chiesto che venga allentato il sovraffollamento e rafforzato il personale delle carceri. Il ministro ci ha assicurato il suo impegno per migliorare le condizioni nelle nostre strutture penitenziarie”.
 
SITUAZIONE FORLI nel rapporto del 2009
Nell’istituto penitenziario di Forlì a dicembre 2009 i detenuti spera un terzo la capienza regolamentare[10]. In particolare dei 231 sono 115 gli stranieri (49,78%). Il Piano carceri per l’Emilia Romagna dovrebbe riguardare i 12 istituiti penitenziari. Lo scopo è quello di elevare a oltre 4000 posti la capienza delle carceri emiliano romagnole, per questo sarebbero previsti lavori di ristrutturazione e ampliamento delle strutture già esistenti. Tra gli interventi più significativi, il completamento del carcere di Forlì. Si prevede inoltre il proseguimento del finanziamento della Residenza Psichiatrica di Sadurano nel territorio dell’AUSL di Forlì: si tratta di una struttura residenziale a direzione sanitaria del DSM di Forlì e gestita in collaborazione con una ONLUS locale che si pone come struttura intermedia per i cittadini emiliano-romagnoli in uscita dall’OPG, in previsione del rientro nel proprio territorio di provenienza. Sono anche proseguite le attività della Cabina di monitoraggio regionale del progetto RAEE, progetto nato con Equal che promuove l’occupazione di persone in esecuzione penale nel trattamento di rifiuti tecnologici. Il progetto per il quale è stato sottoscritto da Regione, Province, Enti di formazione coinvolti e soggetti privati un accordo di collaborazione, prevede l’implementazione delle attività gestite da cooperative sociali negli Istituti di Bologna, Ferrara e Forlì. A Forlì è stata creata anche una Impresa sociale esterna che occupa persone in regimi alternativi o in uscita da percorsi penali.



[2] http://www.101professionisti.it/101/Public/Approfondimento/249/La-messa-alla-prova.aspx – La condanna viene considerata in astratto e non in concreto e presuppone l’adesione del minore al progetto che consiste implicitamente in un’ammissione di responsabilità, ma al tempo stesso permette di eludere la condanna, la pena e il ricorso agli istituti detentivi consentendo la maturazione del carattere e una maggiore consapevolezza dei valori di solidarietà umana.
[4] Dati sito ministero della giustizia. Peccato che questi dati messi così ci dicono poco. Ci vorrebbe almeno una statistica sulla tipologia dei reati e metterla in correlazione con queste. Altrimenti le politiche come le fai?
[5] http://uovofritto.blogspot.com/2010/06/piu-immigrazione-non-e-uguale-piu.html Tra l’altro ha scritto un bellissimo libro che ho portato in uno dei miei esami sulla criminalità e la devianza
[7] http://burer.regione.emilia-romagna.it/BUR/servlet/AdapterHTTP?PAGE=TELEMATICO_INDEX_PAGE&ANNO=2008&NUM_BOLL=25&PROG_DOCUMENTO=1
[8] http://giunta.regione.emilia-romagna.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6097
[9] http://giunta.regione.emilia-romagna.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6285
[10] http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/home/carcere/Relazione_carcere_2009.pdf

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Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, ci son quelli che lottano più giorni e sono più bravi, poi ci sono quelli che lottano molti anni e sono ancora più bravi, infine ci sono quelli che lottano tutta una vita...essi sono gli indispensabili!

(Bertolt Brecht)

E' felice colui che sa dare senza ricordare ed è capace di ricevere senza dimenticare

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Ci impegniamo, noi e non gli altri,

unicamente noi e non gli altri, né chi sta in alto, né che sta in basso,

né chi crede, né chi non crede. Ci impegniamo:

senza pretendere che gli altri si impegnino per noi, senza giudicare chi non si impegna,

senza accusare chi non si impegna, senza condannare chi non si impegna,

senza cercare perché non si impegna. Se qualche cosa sentiamo di "potere"

e lo vogliamo fermamente è su di noi, soltanto su di noi. Il mondo si muove se noi ci muoviamo,

si muta se noi ci facciamo nuovi, ma imbarbarisce

se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi. Ci impegniamo:

per trovare un senso alla vita, a questa vita

una ragione che non sia una delle tante ragioni

che bene conosciamo e che non ci prendono il cuore.

Ci impegniamo non per riordinare il mondo, non per rifarlo, ma per amarlo.

(Bertolt Brecht)

Come non ho timore di confessare l'utopia del socialismo, così non ho timore di confessare l'altra utopia, la più grande e la più pericolosa, che tutti gli uomini, come è scritto nella nostra Costituzione, avranno un giorno su questa terra pari e piena dignità sociale.

(Lelio Basso)

Davvero, vivo in tempi bui!

La parola innocente è stolta. Una fronte distesa

vuol dire insensibilità. Chi ride,

la notizia atroce

non l'ha saputa ancora.

Quali tempi sono questi, quando

discorrere d'alberi è quasi un delitto,

perchè su troppe stragi comporta silenzio!

E l'uomo che ora traversa tranquillo la via

mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici

che sono nell'affanno?

È vero: ancora mi guadagno da vivere.

Ma, credetemi, è appena un caso. Nulla

di quel che fo m'autorizza a sfamarmi.

Per caso mi risparmiano. (Basta che il vento giri,

e sono perduto).

"Mangia e bevi!", mi dicono: "E sii contento di averne".

Ma come posso io mangiare e bere, quando

quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e

manca a chi ha sete il mio bicchiere d'acqua?

Eppure mangio e bevo.

Vorrei anche essere un saggio.

Nei libri antichi è scritta la saggezza:

lasciar le contese del mondo e il tempo breve

senza tema trascorrere.

Spogliarsi di violenza,

render bene per male,

non soddisfare i desideri, anzi

dimenticarli, dicono, è saggezza.

Tutto questo io non posso:

davvero, vivo in tempi bui!

Nelle città venni al tempo del disordine,

quando la fame regnava.

Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,

e mi ribellai insieme a loro.

Così il tempo passò

che sulla terra m'era stato dato.

Il mio pane, lo mangiai tra le battaglie.

Per dormire mi stesi in mezzo agli assassini.

Feci all'amore senza badarci

e la natura la guardai con impazienza.

Così il tempo passò

che sulla terra m'era stato dato.

Al mio tempo le strade si perdevano nella palude.

La parola mi tradiva al carnefice.

Poco era in mio potere. Ma i potenti

posavano più sicuri senza di me; o lo speravo.

Così il tempo passò

che sulla terra m'era stato dato.

Le forze erano misere. La meta

era molto remota.

La si poteva scorgere chiaramente, seppure anche per me

quasi inattingibile.

Così il tempo passò

che sulla terra m'era stato dato.

Voi che sarete emersi dai gorghi

dove fummo travolti

pensate

quando parlate delle nostre debolezze

anche ai tempi bui

cui voi siete scampati.

Andammo noi, più spesso cambiando paese che scarpe,

attraverso le guerre di classe, disperati

quando solo ingiustizia c'era, e nessuna rivolta.

Eppure lo sappiamo:

anche l'odio contro la bassezza

stravolge il viso.

Anche l'ira per l'ingiustizia

fa roca la voce. Oh, noi

che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,

noi non si potè essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuta l'ora

che all'uomo un aiuto sia l'uomo,

pensate a noi

con indulgenza.

(Bertolt Brecht, “A coloro che verranno”, 1939)

Un libro prima di essere un oggetto di mercato è un rapporto sociale

(sensibili alle foglie)

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C'è un'unica

verità elementare

la cui ignoranza uccide

innumerevoli idee

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nel momento in cui

uno si impegna a fondo,

anche la Provvidenza

allora si muove.

Infinite cose accadono

per aiutarlo,

cose che altrimenti

non sarebbero

mai avvenute...

Qualunque cosa tu possa fare,

o sognare di poter fare

cominciala.

L'audacia ha in sé genio,

potere e magia.

Cominciala adesso.

(J. W. Goethe)

... prepareremo giorni e stagioni

a misura dei nostri sogni

( Paul Eluard)

No, giovani, armate invece il vostro animo di una fede vigorosa: sceglietela voi liberamente purchè la vostra scelta presupponga il principio di libertà. Se non lo presuppone voi dovete respingerla, altrimenti vi mettereste su una strada senza ritorno, una strada al cui termine starebbe la vostra morale servitù: sareste dei servitori in ginocchio, mentre io vi esorto ad essere sempre degli uomini in piedi, padroni dei vostri sentimenti e dei vostri pensieri. Se non volete che la vostra vista scorra monotona, grigia e vuota, fate che essa sia illuminata dalla luce di una grande e nobile idea. A voi tutti i più fervidi auguri per l'anno che sta sorgendo?

(Sandro Pertini, 31 dicembre 1978)

"La teoria pura va lasciata a coloro che hanno il buon tempo di riflettere soltanto, ma non hanno il tempo da dedicare alle vittime di questa terra"

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La libertà ... è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire di no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica

(Ignazio Silone, Uscita di Sicurezza)

Mai nessuna notte è tanto lunga da non permettere al sole di sorgere

(Paulo Coelho)

Non c'è attività umana da cui si possa escludere ogni intervento intellettuale, non si può separare l'homo faber dall'homo sapiens. Ogni uomo infine, all'infuori della sua professione esplica una qualche attività intellettuale, è cioè un "filosofo", un artista, un uomo di gusto, partecipa di una concezione del mondo, ha una consapevole linea di condotta morale, quindi contribuisce a sostenere o a modificare una concezione del mondo, cioè a suscitare nuovi modi di pensare.

(Antonio Gramsci)

Un'antica leggenda cinese parla del filo rosso del destino, dice che gli dei hanno attaccato un filo rosso alla caviglia di ciascuno di noi, collegando tutte le persone le cui vite sono destinate a toccarsi. Il filo può allungarsi, o aggrovigliarsi, ma non si rompe mai.

Jake Bohm (David Mazouz), in Touch, 2012

Amo le cose belle, le belle storie che dicono qualcosa,mi piace tutto ciò che fa palpitare il cuore. E’ bello aver la pelle d’oca, significa che stai vivendo.

(Josè Saramago)

C’era una generosità civile nella scuola pubblica, gratuita che permetteva a uno come me di imparare. Ci ero cresciuto dentro e non mi accorgevo dello sforzo di una società per mettere in pratica il compito. L’istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque. La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza. Non aboliva la miseria, però tra le sue mura permetteva il pari. Il dispari cominciava fuori.

(Erri De Luca, Il giorno prima della felicità)

Una delle migliori sensazioni al mondo è quando abbracci qualcuno che ami e lui ricambia stringendoti più forte

(Charles Bukowski)

I veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente fiducia, sogni e pensieri, virtù, gioie e dolori;

sempre liberi di separarsi senza separarsi mai

(Alfred Bougeard)

Incontrarsi fu trovarsi. Nel momento misterioso in cui le loro mani si toccarono, esse si saldarono.

Quando quelle due anime si scorsero, si riconobbero come necessità reciproca e si abbracciarono indissolubilmente

(I miserabili - Victor Hugo)